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Paragrafo 8 . Problemi e squilibri economico-sociali.

     
L'aggravarsi  della  tensione  sociale  e  la  pressione  delle  forze
politiche  e  sindacali di sinistra spinsero i  governi  centristi  ad
affrontare in qualche modo i principali problemi economico-sociali.
     Per  attenuare  la disoccupazione, fu varata una  legge  "per  il
rimboschimento  e i piani di lavoro", che avrebbe dovuto  anche  porre
rimedio ai danni causati al territorio dalla guerra, dalle alluvioni e
dall'incuria; i suoi effetti, per, furono alquanto limitati  sia  per
l'occupazione che per l'ambiente.
     Per  intervenire  sul problema delle abitazioni,  oltre  che  per
dare  lavoro  ad una parte di disoccupati, nel 1949 venne  avviato  un
piano per la costruzione di case popolari e fu quindi istituito l'INA-
casa,  un  ente pubblico finanziato per mezzo dei contributi a  carico
dei lavoratori e dei datori di lavoro.
     Il  provvedimento pi significativo del moderato  riformismo  dei
governi centristi fu per la riforma agraria, necessaria per risolvere
i   gravi  problemi  economico-sociali  presenti  nelle  aree  centro-
meridionali, dove buona parte delle terre, spesso incolte,  era  nelle
mani  di  grandi  latifondisti  e  le  masse  contadine  vivevano   in
condizioni  di  esasperante miseria. La mancata  approvazione  di  una
prima   proposta   di   legge,  bloccata  in   parlamento   nel   1949
dall'opposizione delle forze conservatrici, determin la ripresa di un
vasto  movimento  di protesta, prontamente represso  dal  governo.  Il
conseguente  acutizzarsi della tensione sociale,  la  pressione  delle
opposizioni comunista e socialista e le sollecitazioni della  sinistra
cattolica  spinsero il governo all'attuazione della riforma nel  corso
del  1950. Molti problemi di fondo, per, rimasero irrisolti,  per  la
limitatezza delle terre espropriate, perch queste non erano delle pi
fertili  e  vennero  spesso divise in propriet  di  dimensioni  assai
ridotte,  e  perch i nuovi proprietari non furono dotati di  adeguati
mezzi  tecnici  e  finanziari. Fu comunque raggiunto un  significativo
risultato: la formazione di una nuova categoria di piccoli proprietari
terrieri.  Questa  contribu  a  rompere  il  fronte  della   protesta
contadina, per altro attenuata dall'inizio di una massiccia
     
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     emigrazione, mentre l'incremento della piccola propriet,  legata
in  gran  parte  alla  democristiana  confederazione  dei  coltivatori
diretti, consolid il potere della DC nelle campagne.
     Nel   1950  fu  istituita  la  Cassa  per  il  Mezzogiorno,   con
l'obiettivo   di  promuovere  lo  sviluppo  economico  delle   regioni
meridionali.  Inizialmente  essa si occup prevalentemente  di  lavori
pubblici, finalizzati alla realizzazione di infrastrutture nei settori
dell'agricoltura,  della  viabilit e dei servizi  e  ad  un  parziale
assorbimento della disoccupazione. Successivamente verr deciso  anche
un  sistema di incentivi di tipo finanziario, come contributi a  fondo
perduto e mutui agevolati a vantaggio di industrie localizzate in aree
depresse.  Nei suoi ventiquattro anni di attivit la Cassa raggiunger
risultati inferiori alle ingenti somme investite e non sempre coerenti
con  le  sue finalit istituzionali. Infatti, gli impianti realizzati,
la loro ubicazione e la distribuzione dei fondi risponderanno talvolta
a  scopi di tipo clientelare, e in particolare alla formazione di  una
sicura  riserva  di  voti  a  favore  dei  partiti  della  maggioranza
governativa.
     Tra  il  1951  e il 1952 fu avviata anche la riforma  tributaria,
che  introdusse  alcune  importanti  novit,  tra  cui  l'obbligo   di
presentare una dichiarazione annuale dei redditi. Alcuni obiettivi  di
fondo,  per,  quali  una maggiore giustizia nella  distribuzione  del
carico  fiscale e la limitazione dell'evasione, non vennero raggiunti,
n lo saranno in seguito.
     I  risultati  della  politica  economica  dei  governi  centristi
furono sostanzialmente soddisfacenti sul piano quantitativo: nel  1954
la  produzione industriale aument del 45% rispetto al 1948; la moneta
si  stabilizz e la bilancia dei pagamenti fu riequilibrata; le grandi
imprese  industriali  riuscivano ad operare con successo  sui  mercati
esteri.  L'immagine complessiva del paese si rafforz molto anche  sul
piano internazionale.
     La  ripresa fu per accompagnata da alcuni squilibri.  Le  grandi
imprese  dei  settori  considerati trainanti si ammodernarono,  mentre
quelle  produttrici  di  beni  di consumo  raramente  procedettero  al
rinnovamento degli impianti e dei modi di produzione. Molti piccoli  e
medi imprenditori, colpiti dalla restrizione dei crediti, si trovarono
spesso in difficolt finanziarie cos gravi da fallire. L'avvio  della
speculazione  edilizia,  che  consentiva la  realizzazione  di  grossi
profitti   in   tempi  relativamente  rapidi,  cominci  ad   attirare
investimenti di capitali, che vennero sottratti ad altri settori.
     Le  regioni  meridionali restarono arretrate  rispetto  a  quelle
settentrionali.  La  riforma agraria e la  Cassa  per  il  Mezzogiorno
determinarono solo un limitato miglioramento delle condizioni di  vita
della popolazione, come dimostra l'inizio di una massiccia emigrazione
verso il nord e l'Europa centrale.
     La  ripresa  economica,  se creava le premesse  per  un  notevole
balzo in avanti del paese, per il momento risult poco vantaggiosa per
le  masse  lavoratrici  e  per  le classi sociali  economicamente  pi
deboli. Queste, infatti, erano colpite dal basso potere d'acquisto dei
salari  e da una disoccupazione, che, in seguito alla ristrutturazione
delle  imprese ed ai fallimenti causati dalla restrizione dei crediti,
si manteneva ancora su livelli elevati.
